Tempi dispari

Da marzo 2020, dove le giornate sono caratterizzate da nuove abitudini ed esperienze, c’è chi continua a lavorare e/o viaggiare per mantenere in piedi l’economia, chi cerca di far sentire la propria voce e chi come me sta percorrendo un viaggio.

Più che un viaggio, un tentativo di relazionarmi con il mondo attraverso la fotografia, la quale prova ad essere un punto di equilibrio tra quello che sento e quello che vive fuori dal mio corpo, che esiste e che continuerà ad esistere anche quando non farò più fotografie.

Percezioni che ho del mondo, scoprendo cose che prima non vedevo, dando agli oggetti e agli elementi un altro significato.  Un lavoro di ricerca, personale ed a tratti irregolare.