Nessuno sceglie la famiglia di origine, il legame di attaccamento, il contesto in cui nascere e crescere, i talenti, i limiti. La vita non è determinata da noi, ma la seguiamo e ci adattiamo a quello che ci accade o ci capita, con i nostri strumenti e la nostra sensibilità. Noi tutti portiamo una maschera, facendo vedere al mondo una versione non vera di noi stessi. Ad alcune persone invece, la maschera è stata la stessa società a dargliela, senza il loro consenso e senza conoscerli. Questo è il caso delle persone con problemi di salute mentale, a cui è stata data la maschera del “pazzo”.

Questo lavoro nasce da due necessità. La prima è capire a che punto è la riforma dei manicomi, a quasi 40 anni dalla nascita della cosiddetta Legge Basaglia (o Legge 180 del 1978, che stabilisce una grande riforma del sistema psichiatrico, tra cui la chiusura degli ospedali psichiatrici e la loro sostituzione con servizi basati sulla comunità); La seconda invece, più che una necessità è un appello: Nessuno sceglie la famiglia di origine, il legame di attaccamento, il contesto in cui nascere e crescere, i talenti, i limiti.

I protagonisti del mio lavoro sono le opere d’arte, gli schizzi e i ritratti degli artisti de “La Tinaia”, uno spazio per il recupero della creatività artistica (lontano dal ragionamento repressivo dell’ospedale psichiatrico).

Sono stato a La Tinaia per più di un anno, il risultato di questo lavoro si chiama Due. Due è anche un libro.